Oggi, noi tutti impegnati per la difesa dei Beni Comuni dall'aggressione del profitto e di una politica sempre più lontana dalla gente, siamo un po' più orfani.

Già eravamo stati abbandonati dalla politica e dai partiti, tutti, ma, per nostra fortuna, avevamo un faro, un riferimento che ha sempre anteposto gli interessi della gente ai propri, Stefano Rodotà. Oggi, anche Rodotà, per le normali vicende della vita umana, ci ha lasciato.

Anche i cittadini devono sentirsi un po' più orfani perchè alcune battaglie civili senza Rodotà saranno più difficili. Nella sua memoria e forti dei suoi insegnamenti, però, non molleremo, anzi rafforzeremo l'impegno.

Nel 2007 fu istituita una Commissione ministeriale per predisporre una nuova normativa regolatrice dei Beni Comuni. La commissione, voluta dal Governo di centro-sinistra e presieduta da Stefano Rodotà, presentò al Senato della Repubblica un disegno di legge delega, che non è mai arrivato alla discussione parlamentare.

"I Beni Comuni, ossia delle cose che esprimono utilità funzionali all’ esercizio dei diritti fondamentali nonché al libero sviluppo della persona. I beni comuni devono essere tutelati e salvaguardati dall’ordinamento giuridico, anche a beneficio delle generazioni future. Titolari di beni comuni possono essere persone giuridiche pubbliche o privati. In ogni caso deve essere garantita la loro fruizione collettiva, nei limiti e secondo le modalità fissati dalla legge. Quando i titolari sono persone giuridiche pubbliche i beni comuni sono gestiti da soggetti pubblici e sono collocati fuori commercio; ne è consentita la concessione nei soli casi previsti dalla legge e per una durata limitata, senza possibilità di proroghe.", affermava quel documento e, probabilmente, proprio per questo principio non è mai stata discussa in Parlamento.

Grazie Stefano Rodotà, non addio, perchè i tuoi insegnamenti continueranno a farti vivere in chi crede e si riconosce nei tuoi valori.

Comitato Lecchese Acqua Pubblica e beni Comuni

Siamo vicini alla moglie Carla e ai figli in questo triste momento. Ricordiamo Stefano Rodotà come uomo giusto e generoso e come militante appassionato nelle battaglie politiche e sociali più importanti negli ultimi decenni per far avanzare i diritti universali delle persone. 
Lo abbiamo incontrato nella stagione della costruzione del movimento per l'acqua nel nostro Paese e nella battaglia referendaria di 6 anni fa, non solo al nostro fianco per affermare il diritto all'acqua e ai beni comuni, ma come protagonista anche di un'elaborazione teorica innovativa sui beni comuni, senza la quale quella battaglia non avrebbe avuto la qualità e la diffusione che ha realizzato. 
Andremo avanti nel nostro impegno e nel nostro lavoro contro le logiche di mercificazione dei beni comuni, con la consapevolezza che il contributo che ad esso ha dato Stefano Rodotà continuerà a vivere.
FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L'ACQUAforum acqua

12-13 giugno 2011 - una data da non dimenticare, gli italiani hanno alzato la testa.

No alla privatizzazione dell'acqua!

 

esito referendario

Manifestazione a Lecco

L’operazione Acel Service, Lario Reti Gas e A2A non è strettamente connessa al servizio idrico ma riguarda l’insieme dei Beni Comuni, il patrimonio di tutti i cittadini e non dei loro delegati, gli amministratori degli Enti Locali, e, tantomeno, degli amministratori delle società a partecipazione pubblica, non eletti, ma nominati dai partiti e loro “notabili” in logiche di mera spartizione di poteri e di clientele.

Antonio Rusconi [l’ex senatore] ha ben evidenziato queste logiche replicando al consigliere regionale Mauro Piazza e le critiche per la nomina del presidente delrusconi antonio2 Collegio Sindacale di LRH.

Le dichiarazioni di Antonio Rusconi, stupefacenti, sono esplicite ed esaustive del modo di intendere la politica e di attuarne il ruolo. Proprio quello che i cittadini non accettano più e che trova riscontro in numerose manifestazioni di dissenso. Il referendum per l’acqua pubblica del 2011, il referendum contro la pasticciata riforma costituzionale del 2016, la sempre maggiore astensione nelle occasioni elettorali e la crescita del consenso per gli estremismi sono l’espressione del disagio che i cittadini vivono.

Non si illudano questi politicanti, non è rassegnazione, è solo rabbia……

piazza mauroBene ha fatto Mauro Piazza a stigmatizzare atteggiamenti che non sono nemmeno prepotenza e arroganza politica, sono altro. Sono mezzucci necessari per sopravvivere e ritagliarsi una autoreferenzialità inutile avendo, oggi, i politici, nel nostro Paese, perso ogni credibilità.

Bene ha fatto Mauro Piazza a schierarsi contro questa operazione societaria che è a danno dei cittadini lecchesi e che sottrae, ancora una volta, Beni Comuni alla collettività senza che si possa comprendere a beneficio di chi. Ogni supposizione è legittima.

Il Comitato Acqua Pubblica e Beni Comuni, che mai ha rallentato il suo impegno civico e politico (quello con la P maiuscola), continuerà con ogni mezzo, democratico e civile, contro questa dissipazione e distruzione dei Beni Comuni.

La battaglia per il mantenimento dell’Acqua nell’alveo del Pubblico, degli scorsi anni, ha dato qualche frutto positivo. Probabilmente senza il nostro impegno avrebbero avviato il loro, mai affermato ma sotteso, progetto di privatizzazione. Il tentativo di affidamento del servizio idrico a società di 2° livello e quello che stanno cercando di realizzare con la svendita di Acel Service e Lario reti Gas ne sono la conferma.

Qualcosa si muove. Il voto amministrativo delle scorse settimane è una precisa chiave di lettura.

Bene ha fatto Mauro Piazza anche se, considerato che la notizia ufficiale della sottoscrizione della lettera di intenti è dei primi giorni di aprile, avrebbe potuto prendere una decisa e ferma posizione anche prima.

È vergognoso, e forse anche altro, che, dopo aver presentato un progetto di aggregazione ai Comuni soci, gli amministratori, senza nemmeno attendere il loro parere, abbiano deciso di impegnare LRH con la sottoscrizione di un accordo, quasi sicuramente vincolante.

Lario Reti Holding, per poter gestire il servizio idrico, deve essere soggetta al “controllo analogo”, ma, forse, gli amministratori di LRH hanno interpretato questo vincolo, in senso opposto, come esercizio del loro controllo sui Comuni soci.

Non dobbiamo nemmeno dimenticare la questione della “inconferibilità” al Dottor Cavalier che, però, sembra disinteressarsene con tutte le conseguenze che ne possono derivare. Può darsi, come dice Mauro Piazza, che la delega per l’operazione straordinaria sia stata conferita a Marco Canzi, pure a rischio di inconferibilità. Ma, il Consiglio di Amministrazione si sarà pure espresso, per il conferimento del mandato?

canzi cavallierGli amministratori di LRH sono tre. Nella ipotesi di una astensione, se non altro per ragioni deontologiche, del Presidente e di Canzi per evidente incompatibilità, non potendo conferirsi un mandato, resta un unico consigliere che non può conferire, da solo, non può essere maggioranza, alcun mandato.

Che cosa è successo? Forse la lettera di intenti è stata sottoscritta senza il parere favorevole dei soci e senza, nemmeno, un mandato conferito dal C.d.A.? Con quale titolo Canzi ha impegnato LRH?

Un’altra perla da aggiungere ai numerosi pasticci e mancato rispetto delle leggi che più volte abbiamo denunciato.

Il nostro Movimento ha fatto proprio un aforisma di Gandhi: “Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi.. vinci!”. I cittadini, poi, vinceranno e si libereranno di questi occupatori e dissipatori dei Beni Comuni.

In questi giorni è mancato un grande difensore dei Beni Comuni e dei Diritti dei Cittadini, Stefano Rodotà, e noi siamo impegnati a continuare la sua “battaglia” per realizzarne gli obiettivi.